2 aprile: aumentare la consapevolezza dell’Autismo per un futuro migliore attraverso la diagnosi precoce e l’osservazione dei campanelli d’allarme

A cura della dottoressa Valentina Turco
Psicologa e Psicomotricista Funzionale
Il 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, un’occasione annuale per sensibilizzare le persone su una condizione di neurodiversità molto diffusa nel mondo.
L’autismo è una condizione neurodivergente che rappresenta una delle molteplici variazioni del funzionamento cerebrale umano. Le persone autistiche possono sperimentare il mondo in modi unici, con una percezione sensoriale e una comunicazione che possono differire da quelle della maggioranza. Queste differenze, lungi dall’essere considerate un “disturbo”, sono piuttosto caratteristiche di una modalità diversa di vivere e interagire con l’ambiente circostante.

L’importanza della diagnosi precoce
Identificare i segnali della condizione neurodivergente nei primissimi anni di vita, idealmente prima dei 18 mesi, è fondamentale per garantire a questi bambini il supporto necessario per sviluppare al meglio le loro potenzialità. Infatti, la ricerca ha dimostrato che un intervento precoce, che coinvolge sia la famiglia che gli specialisti, può migliorare significativamente le competenze comunicative, sociali ed emotive del bambino.
Il cervello dei bambini è particolarmente plastico nei primi anni di vita, il che significa che è in grado di adattarsi e rispondere più facilmente agli stimoli esterni. Se questi stimoli sono gestiti correttamente attraverso un intervento mirato, si può notevolmente migliorare l’impatto negativo che tale neurodiversità potrebbe avere sullo sviluppo futuro del bambino.
I campanelli d’allarme: cosa osservare
Molte famiglie e anche i pediatri possono avere difficoltà a identificare i primi segnali dell’autismo, poiché alcuni dei comportamenti associati possono sembrare normali in un bambino che sta semplicemente crescendo. Tuttavia, esistono alcuni segnali che, se osservati, possono suggerire la necessità di una valutazione specialistica.

Tra i campanelli d’allarme più comuni troviamo:
- Ritardo o regressione nel linguaggio
- Assenza di sorriso sociale
- Assenza di risposta al proprio nome entro i 12 mesi
- Non mostrare, né condividere interessi e concentrarsi su parti di oggetti o giocattoli
- Nessun interesse per giochi sociali e assenza del gesto deittico
- Difficoltà nel mantenere l’aggancio oculare e nelle interazioni sociali
- Comportamenti ripetitivi
Perché è fondamentale la diagnosi precoce
Individuare questi segnali prima dei 18 mesi è molto importante. Innanzitutto, la diagnosi precoce consente di avviare un trattamento tempestivo, che può migliorare le capacità comunicative, sociali ed emotive del bambino. Interventi come la psicomotricità, terapia comportamentale, la logopedia migliorano notevolmente le competenze cognitive e sociali dei bambini autistici apportando un fondamentale miglioramento nella qualità delle loro vite.
Le persone autistiche possono avere talenti e abilità speciali in diversi ambiti, come la memoria, la logica, le arti visive, la musica o la tecnologia. Tuttavia, potrebbero affrontare sfide nel comprendere o adattarsi a contesti sociali che seguono norme comunemente condivise. La neurodiversità non dovrebbe essere vista come qualcosa da correggere, ma come una grande ricchezza che dovrebbe invitarci a valorizzare ogni individuo per le sue caratteristiche uniche.
L’approccio all’autismo, quindi, dovrebbe concentrarsi sulla promozione di un’inclusione piena, rispettando le peculiarità e i bisogni individuali di ciascuna persona. La consapevolezza e l’accettazione della neurodiversità sono fondamentali per creare una società più equa e accogliente per tutti.